Il trasferimento della sede sociale all’estero

Il trasferimento della sede sociale in uno Stato diverso da quello in cui la Società è stata costituita non si limita ad una mera modifica della sede geografica, ma rappresenta invero un fenomeno estremamente complesso che coinvolge l’intero assetto organizzativo e strutturale della Società.

Al momento della sua costituzione, la localizzazione della Società in un determinato Stato ne comporta l’assoggettamento alla normativa di riferimento e, di conseguenza, ne individua automaticamente la legge regolatrice, come stabilito anche dall’art. 25, comma 1, L. 218/1995, a norma del quale “le società, le associazioni, le fondazioni ed ogni altro ente, pubblico o privato, anche se privo di natura associativa, sono disciplinati dalla legge dello Stato nel cui territorio è stato perfezionato il procedimento di costituzione”.

Le Società – in quanto persone giuridiche di matrice normativa – esistono ed operano nella misura in cui ciò sia espressamente previsto da un ordinamento giuridico; pertanto, l’eventuale trasferimento della sede sociale è subordinato al rispetto dei requisiti di legge previsti dal nuovoStato ospitante.

Ai fini di un valido trasferimento, dovrà innanzitutto essere valutata la legislazione dello Stato ospitante, sì da verificare che esso sia compatibile con la disciplina prevista nello Stato di origine; in caso contrario, la Società provvederà ad adottare le misure necessarie all’adeguamento, ove compatibili con la ragione e/o l’organizzazione sociale.

Il meccanismo così delineato (e avente ad oggetto la valutazione degli ordinamenti di partenza e di destinazione) può essere derogato laddove lo spostamento debba avvenire all’interno del territorio dell’U.E.; in tal caso si pone l’ulteriore problema di valutare la conformità delle normative nazionali ai principi in materia di libertà di stabilimento di cui agli artt. 49 e 54 T.F.U.E. (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).

Con la creazione del Mercato Unico Europeo (Trattato di Maastricht del 1992) sono vietate tutte le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini – e delle persone giuridiche – all’interno del territorio dell’U.E.: a norma del citato art. 49 “(…) La libertà di stabilimento importa l’accesso alle attività autonome e al loro esercizio, nonché la costituzione e la gestione di imprese e in particolare di società ai sensi dell’articolo 54, secondo comma, alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le disposizioni del capo relativo ai capitali“).

Sulla base di quanto previsto a livello normativo, la Giurisprudenza europea è più volte intervenuta sull’argomento, fornendo un’interpretazione univoca sull’applicazione delle citate norme del T.F.U.E. in materia di libero stabilimento nell’U.E.; in particolare, i Giudici europei hanno precisato che la libertà di stabilirsi obbliga le legislazioni nazionali a riconoscere la c.d. trasformazione “internazionale” e/o “transfrontaliera”, rendendo incompatibili con le norme comunitarie le disposizioni che impongono alla Società che intenda trasferire la sede all’estero di estinguersi nel Paese d’origine per poi costituirsi ex novo nel Paese di destinazione

Nel caso ad esempio del trasferimento di un Società italiana all’estero, la disciplina nazionale applicabile appare estremamente esigua: a norma dell’art. 2369, comma 5, c.c. nelle Società per azioni – che però non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio – è necessario, anche in seconda convocazione, il voto favorevole di più di un terzo del capitale sociale per le deliberazioni concernenti il trasferimento della sede sociale all’estero, mentre nelle Società per azioni e a responsabilità limitata il trasferimento della sede all’estero è previsto quale causa di recesso (ai sensi, rispettivamente, degli artt. 2437 e 2473 c.c.).

Pertanto, stante la complessità della disciplina applicabile al caso concreto, tali operazioni richiedono il necessario intervento di un professionista serio e specializzato, che abbia una comprovata esperienza nel settore.