Diventare mamma: aspetti psicologici

Diventare mamma è un passaggio fondamentale nella vita di una donna, un evento miracoloso che però, sempre più spesso, viene ridotto ad un mero avvenimento medico. Dalla gestazione al parto, tutto è sottoposto al provare meno dolore possibile ed al “risolvere la questione” senza troppe conseguenze o segni, quasi ci trovassimo di fronte ad una vera e propria malattia da curare e gestire nei sintomi più minimi. Ebbene, essere incinta, partorire, non equivale ad essere malati, ma si tratta di un percorso straordinario da affrontare con emozione e voglia di dare vita ad un vero e proprio miracolo.

Ogni donna che si prepara a diventare madre passa attraverso diverse fasi psicologiche che non terminano di certo con il parto ma continua anche nei mesi a seguire. Dal primo giorno in cui c’è la consapevolezza di una gravidanza, la donna inizia un percorso fatto di maturazione e trasformazione fisica e psicologica che tiene in considerazione la responsabilità di una nuova vita: un figlio. In medicina si parla di tre trimestri di gravidanza, ognuno dei quali con le proprie caratteristiche ed aspetti psichici.

Il primo trimestre è quello della scoperta della gravidanza. La prima reazione della donna che scopre di essere incinta è quella di una grandissima euforia e senso di onnipotenza soprattutto nei casi in cui si è verificata una certa difficoltà nel rimanere incinta. In questo primo trimestre c’è un evento in particolare ad aumentare ancora di più la gioia della futura mamma: la prima ecografia, il momento in cui ci si rende conto in modo inequivocabile della vita che cresce dentro di noi. Ovviamente questo è anche il periodo dei “grandi dolori”, per questo l’umore della donna in questo primo trimestre risulterà particolarmente “instabile”. Il consiglio è di vederla così: fare i genitori è un mestiere difficilissimo, i mesi dolorosi di gestazione rappresentano una sorta di “allenamento” propedeutico a quel che sarà in futuro e soprattutto, rappresentano il segno che sì, non ci sono dubbi, c’è una vita in quel pancino!

Il secondo trimestre è quello in cui i sintomi dolorosi tendono a dipanarsi mentre il feto inizia a dare i suoi segni vitali. Sotto il punto di vista psicologico è questo un momento di meraviglia assoluta in cui la futura mamma vive uno stato di idillio perenne. Dall’altro lato però, dopo aver superato la domanda del primo trimestre “Riuscirò a portare avanti la gravidanza?”, il pensiero fisso diventa: “Sarò in grado di fare la mamma?”

Nel terzo trimestre si inizia a fare sul serio! In questo periodo gli aspetti psicologici della gravidanza si fanno più complessi. Il corpo è ormai cambiato definitivamente, gli ormoni sono impazziti e le mamme devono iniziare a spostare le lancette dei propri bioritmi su quelle del piccolo in arrivo. Questo significa il più delle volte cambiare abitudini, lasciare il lavoro, non fare più tutte quelle cose a cui si è abituate da tutta una vita. Questo ovviamente può causare alcune problematiche di natura psicologica alla partoriente che però si risolveranno con la fase del distacco: il momento in cui cioè la futura mamma inizia a desiderare il parto celandosi dietro la classica frase “Non ce la faccio più”. E’ in quel preciso momento che la donna si trasforma in madre, è pronta cioè a separarsi per accogliere il suo bambino.

_MG_0172