La Piazza più estesa di Milano

Nell’altro articolo vi abbiamo parlato di come affrontare una bellissima escursione tra le opere d’arte più popolari di Milano. Anche, vi abbiamo parlato di Piazza Duomo e di tutte le sue curiosità più popolari. Un’altra piazza, molto ampia ed estesa, che a Milano si presterebbe per l’organizzazione di una manifestazione è  sicuramente Piazza Gino Valle, la più estesa presente nel capoluogo lombardo con i suoi 27000 metri quadrati di estensione e sede della società rossonera. Si tratta anche della piazza di più recente costruzione ed inaugurazione (2014) e si situa nel quartiere del Portello, uno dei centri produttivi più famosi, grazie alla presenza degli stabilimenti dell’Alfa Romeo. Le piazze rappresentano uno dei punti forti anche della Capitale. Autentici pezzi di storia che turisti e visitatori prendono d’assalto per una foto o una passeggiata. Piazza San Giovanni è, di certo, il cuore di Roma. Location privilegiata del concertone del 1° maggio e sede prescelta di raduni (soprattutto di carattere politico), seminari e conferenze, può essere considerata la piazza più adeguata per organizzare manifestazioni ed eventi. Per dimensioni (140000 metri quadrati) e valore storico – simbolico, altra piazza adorata dai romani e sede di manifestazioni o raduni è il Circo Massimo. Nel 2006, fu la sede dei festeggiamenti della Nazionale italiana di calcio, che si era laureata Campione del Mondo. Leggermente meno capiente, ma pur sempre location prescelta di manifestazioni ed eventi è Piazza Navona, che può ospitare almeno 50000 persone, mentre la più piccola ma pur sempre significativa per gli eventi storici che ad essa si legano è Piazza SS Apostoli. Centrale e a due passi da Piazza Venezia, anch’essa è spesso luogo di manifestazioni, soprattutto di carattere politico e, in modo particolare, in prossimità delle elezioni. Altro “pezzo di cuore” per i romani è Piazza di Santa Maria in Trastevere. Qui vi si trova l’omonima basilica e, nelle sere estive, si veste di mercatini, stand, bancarelle. Infine, c’è Piazza della Repubblica, conosciuta inizialmente come Piazza Esedra. Si trova in un posto centralissimo, a due passi dalla stazione Termini e dalla Terme di Diocleziano. Ed è proprio questa, spesso, la prima tappa da cui partono i cortei e le manifestazioni, che poi si diramano tra le via centrali della Capitale, così come è centro dei più importanti eventi di Milano

Presentazione Raoul Cetorelli Roma

Chi è Raoul Cetorelli? Si tratta di un giovane imprenditore italiano dalla grande esperienza nel campo della Grande Distribuzione Organizzata (la GDO). Il settore è di quelli molto delicati, che hanno a che fare con la catena distributiva di prodotti all’interno dei supermercati ed ipermercati. Spesso chi si occupa della produzione, non ha alcuna idea di come il proprio prodotto possa poi arrivare tra le mani del consumatore finale. Sembra assurdo, ma è così! In questi casi, deve essere coinvolto necessariamente un professionista esperto in GDO come Raoul Cetorelli, in grado di svolgere tutta una serie di complessi processi volti alla ottimale distribuzione di un prodotto. Le operazioni che vengono svolte dall’azienda di Raoul Cetorelli infatti, sono volte alla gestione di tutti i servizi amministrativi, contabili e legali connessi alla forma distributiva individuata. Già, ma qual è la forma distributiva più giusta per un prodotto? In questi casi, Raoul Cetorelli e la sua equipe (di cui fa parte anche la sorella Gabiria Cetorelli, giovane ricercatrice nel campo delle telecomunicazioni d’impresa e autrice della pubblicazione “La riforma dell’assetto regolatorio delle telecomunicazioni in Europa”), svolge un accurato studio preventivo sul prodotto, individuando eventuali criticità e direzionando quindi in maniera estremamente precisa il percorso distributivo più soddisfacente.

L’azienda di Cetorelli si occupa sia di retail sales management che di organizzazione del lavoro del retailer attraverso la combinazione dei fattori inerenti la disponibilità di magazzino, il prezzo concorrenziale, la gamma di articoli proposti, la rotazione delle scorte, la differenziazione. Potenzialmente chiunque produca qualcosa che ha bisogno di trovare la giusta collocazione distributiva attraverso la GDO, può rivolgersi a lui. Raoul Cetorelli e i suoi collaboratori infine, sono in grado di coprire praticamente tutte le aree distributive: non solo supermercati ed ipermercati quindi, ma anche cooperative, discount, vendita al dettaglio, import-export. “In definitiva, e per spiegarlo in parole povere – chiarisce lo stesso Raoul Cetorelli – la GDO rappresenta quell’insieme di punti vendita che sono gestiti a ‘libero servizio’ e che sono controllati da un gruppo o un’organizzazione che raggruppa diverse insegne commerciali. Organizzati su grandi superfici, i gruppi commerciali aderenti alla Grande Distribuzione Organizzativa, sanno che possono contare su una filiera produttiva affidabile e costante, in grado quindi di soddisfare al meglio le esigenze del consumatore finale”. 

Avvocato Iacopo Maria Pitorri a Roma – Studio Legale per immigrazione ed altre materie del diritto

Tra le varie realtà in ambito legale che attualmente operano a Roma, spicca lo Studio Legale  dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri. Questo studio legale offre una comprovata validità dei professionisti che vi collaborano, l’Avvocato  Iacopo Maria Pitorri ha dato voce, attraverso questa attività, anche ad una personale e forte vocazione nei confronti della tutela dei diritti di coloro che hanno difficoltà nell’inserimento sociale. Tra i vari servizi offerti dallo studio legale dell’Avvocato  Iacopo Maria Pitorri infatti, spicca anche l’assistenza nel diritto dell’immigrazione. La spiccata sensibilità che lo contraddistingue, fa si che l’Avvocato  Iacopo Maria Pitorri di Roma sia il giusto interlocutore per questioni attinenti al diritto di famiglia. Una branca della giurisprudenza veramente molto delicata, che al di là delle leggi che la regolamentano, presuppone una gestione profondamente riguardosa. Ed è con questo approccio, e forte della grande esperienza professionale, che l’Avvocato  Iacopo Maria Pitorri si occupa di prendere in carico casi di: separazioni e divorzi; mantenimento dei figli non corrisposto; soprusi e violenze; casa coniugale; revisione degli accordi economici; gestione dei figli minori; adozioni; assistenza familiari degli anziani; accompagnatori di sostegno. 

 

Un’altra area legislativa sulla quale lo studio legale  dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri offre assistenza, è il diritto del lavoro. Un ambito che, soprattutto in Italia, può far riscontrare non poche problematiche. Dal diritto a lavorare in un ambiente sereno fino al mancato pagamento dello stipendio: possono essere tantissime le difficoltà che un lavoratore può incontrare lunga la propria vita professionale. Ed è per questo che l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri mette a disposizione tutta le sue competenze in casi di: licenziamenti; dimissioni forzate; lavoro nero; retribuzioni ridotte . Lo studio dell’ Avvocato Iacopo Maria  Pitorri e i professionisti che vi lavorano, sono in grado di fornire assistenza anche nel settore del diritto civile (quando cioè occorre individuare la responsabilità giuridica di coloro che hanno palesato un comportamento illecito a danni di terzi, che quindi dovranno essere risarciti del danno subito). Quindi le aree di competenza sono: codice della strada, infortunistica stradale, risarcimento danni. Naturalmente, l’Avvocato Iacopo Maria  Pitorri e i suoi collaboratori a Roma (tutti avvocati con esperienze annali comprovate), si occupa anche di diritto tributario, diritto amministrativo, previdenza sociale, diritto penale e diritto civile.

Machine Learning, cos’è

Il machine learning noto anche come apprendimento automatico è una sezione dell’Intelligenza Artificiale che si basa sulla statistica computazionale, reti artificiali neurali, riconoscimento di pattern, algoritmi e molti altri modelli sviluppatisi negli ultimi decenni del XX secolo. Il termine fu coniato nel 1959 da Arthur Samuel che già all’epoca distingueva due diverse tipologie di approcci: il primo riguarda lo sviluppo di macchine di apprendimento automatico per impiego generico ove il comportamento viene appreso da una rete di commutazione connessa randomicamente a seguito di uno schema ricompensa-punizione; il secondo è più specifico e riguarda la produzione di una rete progettata solo per apprendere alcune attività specifiche. Il machine learning, inteso come apprendimento automatico, è legato al riconoscimento di pattern ed in linea più generale alla teoria computazionale dell’apprendimento. In parole povere, si occupa di studiare e costruire algoritmi in grado di apprendere da un insieme di dati strutturati e fare predizioni a partire da essi. Un esempio di macchina di apprendimento potrebbe essere il filtraggio delle mail per evitare lo spam.

Quali sono i compiti del machine learning? I compiti dell’apprendimento automatico possono essere suddivisi in tre grandi categorie dette anche paradigmi che afferiscono per lo più alla modalità di apprendimento:

  1. apprendimento supervisionato: al modello vengono dati in pasto degli esempi formati da input ed output con l’obiettivo di estrarre una regola generale che associ input all’output corretto

  2. apprendimento non supervisionato: il modello deve trovare una struttura negli input forniti senza che essi abbiano nessun tipo di etichetta

  3. apprendimento per rinforzo: il modello interagisce con un ambiente dinamico all’interno del quale deve cercare di raggiungere un obiettivo attraverso un insegnante che comunica tale raggiungimento

A questi tre modelli possiamo aggiungerne un quarto, l’apprendimento semi-supervisionato, a metà strada tra il primo ed il secondo. In questo ambiente, l’insegnante fornisce al modello un dataset incompleto per l’allenamento.

Un esempio pratico di Machine Learning potrebbe essere il motore di ricerca: attraverso l’inserimento di parole chiave, esso restituisce risultati per effetto di algoritmi di apprendimento automatico.

Giorgio Basaglia (Milano) Italian Manager

Giorgio Basaglia is an aerospace engineer (graduated from the Milan Polytechnic) and an Italian business executive of Milanese origins. His important professional career began as an industrial systems engineer and then director of international projects for the Pirelli Group. Over the years he has become a member of numerous boards of directors of important listed companies such as Trenitalia SpA and Fiera Milano International SpA. He currently is a Senior Partner at Yellowknife & Partners, an international consultancy firm with headquarters in Milan.

He is the author of over fifty publications, also translated abroad, dealing with technical, scientific and business management topics.

He has worked in over 100 countries around the world, has lived permanently on four continents and speaks three languages ​​fluently. Giorgio Basaglia has a long experience as a consultant for Italian and European Ministries: from 1994 to 1998 he worked in the Directorate General for Industry of the European Commission, and from 2002 onwards he was a consultant for the Italian Communications Ministries, of the European Policies, Culture and Education.

He also held the position of Director of the Vice-President of the Chamber of Deputies and the Minister of European Policies and First Counselor of the Minister of Cultural Heritage and Activities.

Curriculum

GREENGEAR GLOBAL Ltd (CAVAGNA GROUP) – Director and COO (2014 – 2016)

GREENGEAR ITALIA Srl (CAVAGNA GROUP) – Chief Executive Officer (2015 – 2016)

FEDE E SCIENZA FOUNDATION – Project manager (2014 – 2017)

CAVAGNA GROUP SpA – Strategic Business Development Director (2013 – 2015)

YELLOWKNIFE & PARTNERS Srl – Managing Partner (2007 – 2014)

CAMERA DEI DEPUTATI – Director of the Vice President (2008 – 2013)

ITALIAN ONTARIO CHAMBER OF COMMERCE (Canada) – Member of the Board and Director of the Milan Office (2009-2011)

IARD FOUNDATION – President (2010-2015)

LYRIC THEATER OF MILAN – Project Director (2008-2012)

FIERA MILANO INTERNATIONAL SpA – Member of the Board of Directors (2007-2009)

DON GIL TEXTILHANDEL GmbH (Austria) – Chairman of the Board of Directors (2008-2009)

FASHION NETWORK SpA – Member of the Board of Directors (2008 – 2009)

ARCUS SpA – Chairman of the Board of Directors (2006)

SINEURA SpA – Partner and Managing Director (1999 – 2006)

TRENITALIA SpA – Member of the Board of Directors (2003 – 2006)

IARD FOUNDATION – Executive Vice President (2001 – 2008)

SENATE OF THE REPUBLIC – Councilor (2006-2008)

MINISTRY FOR CULTURAL HERITAGE AND ACTIVITIES – First Minister’s Counselor (2005 – 2006)

MINISTRY OF EDUCATION, UNIVERSITY AND RESEARCH Consultant (2003 – 2006) and member of the national advisory committee for the OECD project (2001 – 2005)

PRESIDENCY OF THE COUNCIL OF MINISTERS – Advisor to the Minister for European Policies (2001 – 2005),

EUROPEAN COMMISSION – Consultant and expert (1991 – 1994 and 1998 – 2007)

LOMBARDY REGION – Consultant and expert (2003 – 2005)

PRESIDENCY OF THE COUNCIL OF MINISTERS – MINISTRY FOR INNOVATION AND TECHNOLOGIES – Consultant (2002 – 2005)

MINISTRY OF COMMUNICATIONS – Consultant (2002 – 2005)

PRESIDENCY OF THE COUNCIL OF MINISTERS – MINISTRY OF EUROPEAN POLICIES – Consultant (2003 – 2005)

PRESIDENCY OF THE COUNCIL OF MINISTERS – MINISTRY OF EUROPEAN POLICIES – Mission Structure (2004-2005) – President of the Committee for the mobility of EU citizens

SIEMENS BUSINESS SERVICES Ltd – International Business Development Executive (1999-2001)

EUROPEAN COMMISSION – GENERAL DIRECTORATE FOR INDUSTRY (1994-1998)

POLITECNICO DI TORINO – Teacher (1999-2001)

PIRELLI SpA – Director of Pirelli Group International Projects (Cables and Tires) (1993-1994)

PIRELLI COORDINAZIONE PNEUMATICI SpA – Manager, European Projects (1992 – 1993),

PIRELLI COORDINATION PNEUMATICI SpA – Manager, Industrial Systems (1990 – 1992),

PIRELLI PNEUMATICI SpA COORDINATION – Industrial Systems Engineer (1985 – 1989)

TEMSI SpA – Techniques and management for industrial development – Junior Business Consultant (1983-1985)

Riforma Copyright per Cancellare Link da Google

Negli ultimi giorni ci sono stati grossi cambiamenti per quanto riguarda il copyright, infatti la Commissione europea ha approvato l’emendamento 1.022 che potrebbe portare nel caos il mondo della rete italiana e fornire nuovi strumenti per cancellare link da Google. Proprio per questo motivo l’Aiip (associazione italiana internet provider) si è espressa contraria all’adozione di questa norma visto che d’ora in avanti Agcom può richiedere la rimozione di qualsiasi contenuto senza l’intervento della magistratura, e quindi imporre ai vari provider di internet degli obblighi di filtraggio ed un controllo preventivo oltre che rimuovere qualsiasi contenuto generato dagli utenti senza passare dal giudice. Secondo l’associazione, questo emendamento viola la Convenzione europea dei diritti umani, quella riguardante la comunicazione elettronica e la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea. “In Italia la magistratura è l’unico potere dello Stato ad avere giurisdizione sulle violazioni penali del diritto d’autore. Qualsiasi norma che attribuisca a soggetti diversi dalla magistratura, come per esempio l’Autorità per le Comunicazioni, poteri di intervento in fatti penalmente rilevanti costituisce una violazione del principio costituzionale della riserva di legge in materia criminale” si legge in una notta Aiip. “Fallito un primo colpo di mano, si torna a proporre leggi incostituzionali che aboliscono il principio della personalità della responsabilità penale, legittimando l’incivile convinzione per la quale nelle azioni online è permesso. La proposta emendativa duplica le attribuzioni della Procura della Repubblica e del giudice dibattimentale, attribuendo all’Autorità delle Comunicazioni poteri analoghi” accusa l’associazione italiana internet provider. “Con una ulteriore proposta, identica per spirito e contenuti a quella precedente e dunque diretta a usurpare il potere della Magistratura, si vuole modificare l’applicazione della direttiva sul commercio elettronico, dando sempre all’Autorità delle Comunicazioni il potere di imporre agli Internet Provider l’adozione di misure tecniche necessarie per prevenire in maniera permanente la riproposizione dei contenuti illeciti. Il che vuol dire, dal punto di vista tecnico, monitorare ed intercettare e bloccare l’attività degli utenti, mettendo in piedi una gigantesca censura di Stato”. Sicuramente questo argomento verrà nominato più volte anche perché il mondo del web ha sempre avuto grandi problemi per quanto riguarda la sicurezza e il trattamento dei dati personali, e diversi colossi della rete già si muovono in questi ambiti, cercando di tutelare l’utente. Nei prossimi mesi verranno sicuramente richieste delle modifiche a tale emendamento visto che l’associazione italiana internet provider non è assolutamente contenta del trattamento effettuato a tutti i consumatori del nostro Paese. La “remunerazione equa” e il difficile rapporto tra contenuti pubblicati e copyright, come accade a YouTube. Su questi due punti si è mossa la cosiddetta “Direttiva Copyright”, o meglio la riforma diritto d’autore nel mercato unico digitale, che ha ricevuto il via libera da parte del Parlamento Europeo lo scorso 12 settembre (con 438 sì, 226 no e 39 astenuti). Nei prossimi mesi il Parlamento dovrà tornare nuovamente al voto per approvare il testo finale, negoziato con il Consiglio e la Commissione, con ultima scadenza maggio 2019. Numerosi i punti dibattuti ed emendati, con gli occhi puntati sugli articoli 11 e 13.

L’articolo 11, legato alla cosiddetta “link tax”, prescrive che l’Ue può imporre agli Stati membri di fornire agli editori di “pubblicazioni giornalistiche” diritti che gli consentano di “ottenere una giusta e proporzionata remunerazione per l’uso digitale delle loro pubblicazioni dai provider di informazioni”, e raccomanda che “gli autori siano sicuri di ricevere un’appropriate del valore aggiunto incassato dagli editori dall’uso delle proprie pubblicazioni”.

L’articolo 13, invece, include l’“upload filter”, che invita le piattaforme online a “siglare contratti di licenza con i proprietari dei diritti, a meno che questi non abbiano intenzione di garantire una licenza o non sia possibile stipularne”. Se non dovesse esserci un accordo, specifica il testo, i fornitori di servizi online “devono predisporre misure appropriate e proporzionate che portino alla non disponibilità di lavori o altri argomenti che infrangano il diritto d’autore o diritti correlati”.

In sostanza, considerando sempre che l’iter della riforma non è ancora concluso, come spiegato da “Il Sole24 Ore”, con queste modifiche le grandi compagnie web dovranno “condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. I creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, devono essere remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News”. In merito a Wikipedia e ai software open source, infine, “caricare contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, è attività esclusa dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Esclusi anche i meme come le parodie”, specificano ancora dal quotidiano economico.

“Il voto del 12 settembre è stato una dichiarazione in difesa di un principio che qui a Francoforte trova espressione nel lavoro delle decine di migliaia di persone. Il diritto d’autore è un seme da accudire e per questo va valorizzato e protetto”, ha spiegato nei giorni scorsi Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori. In questo contesto la Federazione degli editori europei (FEP), di cui l’Associazione Italiana Editori fa parte, ha lanciato la campagna a sostegno della direttiva Copyright “Stand Up for ©ulture – Yes to a fair reform at the Frankfurt Book Fair”.

Marco Gasparri su Stop Opere Pubbliche a Rischio

L’insediamento del nuovo governo in Italia ha portato diversi cambiamenti, tra i quali la decisione di Danilo Toninelli, attuale ministro delle infrastrutture, di sancire lo stop delle opere pubbliche, al fine di effettuare una rivalutazione dei costi ad esse correlati. Lo apprendiamo dal blog di Marco Gasparri, esperto imprenditore a capo della società di servizi Magas Consulting. A distanza di circa sei mesi dalla decisione del ministro, è bene valutare quali sono state le conseguenze di questa decisione. Tutte le principali opere pubbliche sono state bloccate per il volere del ministro, in particolare l’opera per la realizzazione dell’alta velocità tra Brescia e Padova (valore di 7,7 miliardi di euro), il Terzo Valico di collegamento tra Milano e Genova (6,6 miliardi di euro), il tunnel del Brennero (5,9 miliardi di euro) e la pedemontana veneta (2,3 miliardi di euro). Il primo sblocco è avvenuto il 17 dicembre 2018, giornata in cui si sono riaperti i rubinetti per proseguire la realizzazione del Terzo Valico, che è stato ritenuto un’opera necessaria per il paese. Peccato che i lavori siano stati bloccati per oltre sei mesi e che le imprese vincitrici degli appalti – per questa opera pubblica ed a maggior ragione per le altre che non sono ancora state riavviate – sono oggi a rischio fallimento. Sono diverse le società che hanno fatto richiesta di pre-fallimento negli ultimi mesi. Nel periodo compreso fra luglio e dicembre 2018 Cmc (Ravenna), Grandi Lavori Fincosit (Roma), Astaldi (Roma) e Tecnis (Catania) si sono viste costrette a fare una richiesta di concordato. Ma sfortunatamente c’è anche a chi è andata peggio: Condotte è oggi sotto amministrazione straordinaria e non ha praticamente nessun dipendente al lavoro, dal momento che non è in grado di sostenere le spese e di erogare gli stipendi dovuti ai suoi lavoratori.

Quello che emerge dall’analisi è che la situazione è critica. Analizzando le prime venti imprese italiane operanti in questo settore, si può notare come quindici di esse siano in una situazione complicata dal punto di vista finanziario. Questa è stata causata dal blocco dei fondi, che ha portato alla mancanza delle entrate economiche necessarie per poter non solo mandare avanti i lavori, ma anche per poter pagare fornitori e dipendenti.

Ai fondi bloccati si devono aggiungere anche le criticità del processo di selezione delle aziende vincitrici degli appalti pubblici. La situazione sta migliorando, ma molti appalti risentono ancora delle vecchie metodiche di assegnazione, che hanno portato talvolta a fare delle offerte fin troppo basse, per poi scoprire – una volta che l’appalto era stato vinto – di non essere in grado di portare a termine i lavori nei tempi e nelle modalità previste. Tutto questo spiega come mai in Italia ci siano più di trecento opere pubbliche incompiute e come mai le aziende appaltatrici e le società che si sono occupate dei sub-appalti siano in molti casi con l’acqua alla gola. In molti giustificano la situazione affermando che mancano i soldi, in realtà i fondi ci sono ma non vengono utilizzati. Sono ben 150 miliardi di euro i soldi che sono stati stanziati per poter essere utilizzati per le infrastrutture nei prossimi quindici anni. Il problema è che di questi fondi solo il 4% è stato utilizzato effettivamente per finanziare le opere pubbliche: sarebbe utile rivedere l’impiego del denaro e comprendere che il blocco delle opere pubbliche si ripercuote sulla vita di aziende e lavoratori.